venerdì 29 gennaio 2016

RIFLESSIONI EVOLUZIONISTICHE SULL'ENCICLICA LAUDATO SI'

In tutto il testo dell'Enciclica il termine Evoluzione viene citato 3 volte.
Di seguito sono riportati i paragrafi nei quali il termine viene menzionato (in grassetto le riflessioni personali):

18. La continua accelerazione dei cambiamenti dell’umanità e del pianeta si unisce oggi all’intensificazione dei ritmi di vita e di lavoro, in quella che in spagnolo alcuni chiamano “rapidación” (rapidizzazione). Benché il cambiamento faccia parte della dinamica dei sistemi complessi, la velocità che le azioni umane gli impongono oggi contrasta con la naturale lentezza dell’evoluzione biologica.  (L’Evoluzione biologica è ormai considerata un dato di fatto)

79. La libertà umana può offrire il suo intelligente contributo verso un’evoluzione positiva, ma può anche aggiungere nuovi mali, nuove cause di sofferenza e momenti di vero arretramento. (Evoluzione è ancora (arcaicamente/erroneamente) considerata sinonimo di progresso, di miglioramento)

81. L’essere umano, benché supponga anche processi evolutivi, comporta una novità non pienamente spiegabile dall’evoluzione di altri sistemi aperti. (evoluzione biologica è un dato di fatto, ma per l’uomo ci sarebbe dell’altro…..) Ognuno di noi dispone in sé di un’identità personale in grado di entrare in dialogo con gli altri e con Dio stesso. La capacità di riflessione, il ragionamento, la creatività, l’interpretazione, l’elaborazione artistica ed altre capacità originali mostrano una singolarità che trascende l’ambito fisico e biologico. La novità qualitativa implicata dal sorgere di un essere personale all’interno dell’universo materiale presuppone un’azione diretta di Dio, una peculiare chiamata alla vita e alla relazione di un Tu a un altro tu. A partire dai testi biblici, consideriamo la persona come soggetto, che non può mai essere ridotto alla categoria di oggetto.


Riflessione/discussione:
Passano i millenni, ma si continua a considerare l’uomo superpartes rispetto al contesto ecosistemico del pianeta.

Il passaggio chiave per l’ecologia totale auspicata nell'enciclica (autoconservazione di una condizione stabile e favorevole per l’uomo?) sta probabilmente proprio nel considerarci parte integrante di un sistema, e non l’Essere predestinato a “dominare sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra” (Genesi).
A riguardo del tema evoluzionistico, comunque non centrale nell'enciclica, non si registra alcuna novità rispetto le parole già scritte da Giovanni Paolo II.

martedì 26 gennaio 2016

DARWIN DAY 2016 - IL PROGRAMMA

Con Darwin, quest'anno, celebreremo i 150 anni degli esperimenti di Gregor Mendel: arbori di una disciplina, la genetica, capace di trasformare, al pari della teoria dell'evoluzione, la concezione delle Scienze naturali.

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Il Darwin Day 2016 vedrà impegnati quattro illustri relatori, provenienti dal CNR di Pavia, dall'Università di Modena e Reggio Emilia, dall'Università Cattolica di Piacenza e dall'Università di Firenze che parleranno dell'evoluzione e delle applicazioni di una scienza capace di raggiungere risultati impensabili solo qualche anno fa. 
La rassegna terminerà con l'attesissima descrizione, da parte di Martina Lari, delle ultime scoperte paleogenetiche su Pàus, il neanderthal del fiume Po. 


non mancate.

mercoledì 20 gennaio 2016

Pàus...

... è un osso frontale di Homo neanderthalensis.


Ritrovato nel 2009 nelle alluvioni del fiume Po, in prossimità di Spinadesco (CR), l'osso venne consegnato al fu Museo Naturalistico Paleontologico di San Daniele Po che, in funzione dello straordinario reperto, cambiò i propri connotati assumendo l'aspetto e il nome di Museo Paleoantropologico del Po.
Subito dopo il ritrovamento venne costituita da parte della Soprintendenza della Lombardia una commissione di studio composta da luminari italiani in materia che ancora oggi studia Pàus per rivelarne ogni recondito segreto.  Numerose sono però le scoperte già avvenute a suo riguardo: un neanderthalensis padano, con caratteristiche intermedie con l'Homo sapiens, caratterizzano questo fossile quale patrimonio unico per la paleoantropologia italiana.
Dal ritrovamento di Pàus ad oggi, numerosi altri importanti ritrovamenti di fossili quaternari si sono succeduti tra i sedimenti del Po arricchendo il Museo Paleoantropologico del Po fino a renderlo un gioiello di assoluta peculiarità e ricchezza.
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Nel dipinto di seguito, realizzato pochi giorni fa dal paleoillustratore ufficiale del museo Emiliano Troco, si evincono i caratteri morfologici del fossile e le caratteristiche estrapolate dalle più recenti scoperte scientifiche internazionali a riguardo della genetica di Homo neanderthalensis.


L'opera ultima di Troco, "Homo neanderthalensis", rappresenta l'icona ufficiale del nuovo Darwin day 2016 intitolato "Da Mendel a Pàus, l'evoluzione della genetica", evento durante il quale, Martina Lari, dello Staff di David Caramelli dell'Università di Firenze, rivelerà al pubblico i primi risultati derivati dallo studio del DNA fossile di Pàus.

sabato 9 gennaio 2016

LA TESTUGGINE GIGANTE DEL NORD AMERICA

Classificazione:
Hesperotestudo crassiscutata (Leidy, 1899)
Reptilia - Testudines - Testudinidae

Alternative combinations: Geochelone (Caudochelys) crassiscutata, Geochelone crassiscutata, Testudo crassiscutata

Synonyms: Geochelone luciae Hay 1916 (no. 173097), Geochelone ocalana Hay 1916 (no. 173098), Geochelone sellardsi Hay 1916 (no. 173096), Gopherus ocalana Hay 1916 (no. 173095), Testudo (Hesperotestudo) sellardsi Hay 1916 (no. 173064), Testudo distans Hay 1916 (no. 173094), Testudo luciae Hay 1916 (no. 173082), Testudo ocalana Hay 1916 (no. 173093), Testudo sellardsi Hay 1916 (no. 173063)

Belongs to Hesperotestudo according to Meylan 2000
See also Auffenberg 1963, Holman 1985, Ray 1957 and Williams 1953

Sister taxa: Eupachemys, Eupachemys obtusus, Geochelone (Hesperotestudo) alleni, Geochelone (Hesperotestudo) angusticeps, Geochelone (Hesperotestudo) equicomes, Geochelone (Hesperotestudo) impensa, Geochelone (Hesperotestudo) incisa, Geochelone (Hesperotestudo) johnstoni, Geochelone (Hesperotestudo) kalganensis, Geochelone (Hesperotestudo) niobrarensis, Geochelone (Hesperotestudo) orthopygia, Geochelone (Hesperotestudo) osborniana, Geochelone (Hesperotestudo) percrassa, Geochelone (Hesperotestudo) riggsi, Geochelone (Hesperotestudo) turgida, Geochelone (Hesperotestudo) wilsoni, Hesperotestudo brontops, Testudo (Hesperotestudo) tumidus. (1)


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Scudo neurale fossile di H. crassiscutata comparato ad un carapace di Testudo hermanni

Ricostruzione grafica dello scudo neurale fossile di H. crassiscutata con placca dermica

Hesperotestudo è un genere estinto di testuggini che visse dal Miocene fino al Pleistocene. Resti fossili appartenenti a Hesperotestudo sono stati ritrovati in Nord America e in America centrale (El Salvador, Stati Uniti (Florida, Mississippi, Texas) e Bermuda) (2).

Hesperotestudo crassiscutata era una tartaruga di terra gigante anche più grande della cugina delle Isole Galapagos. E’ stata la specie più comune nel Pleistocene della Florida (0.3 - 0.012 Ma).
Questo rettile terrestre poteva arrivare a circa due metri di lunghezza e pesare oltre 300 kg (3). 


Dimensioni relative 

Clavicola di H. crassiscutata (scuro) comparata con l'omologo di Caretta caretta (chiaro)

Il suo parente moderno delle Galapagos, Chelonoidis nigra, può vivere circa 200 anni ed è considerata una delle creature viventi più antiche del pianeta. 

Chelonoidis nigra, Galapagos (4)

Grazie al clima mite durante la fase calda dell'era glaciale pleistocenica, Hesperotestudo crassiscutata ha potuto sopravvivere bene in Florida, ma si estinse in seguito. 

Altre due specie di tartarughe di terra ad essa geneticamente e arealmente correlate vivevano nel sud-est del Nord America: una specie di dimensione intermedia (Hesperotestudo incisa) e la tartaruga gopher (Gopherus polyphemus), tuttora esistente. Come quest’ultima, anche  H. crassiscutata, per sfuggire al gelo, scavava profonde tane o occupava quelle di altre specie, grotte, sorgenti termali, o nicchie sotto le radici degli alberi rovesciati. Come sia sopravvissuta al gelo resta ancora oggetto di congetture (4). 

Gopherus polyphemus

I reperti fossili suggeriscono che i primi uomini preistorici (Paleoindiani, cultura Clovis) della Florida convissero assieme a questi rettili giganti che a volte cacciavano per cibarsene. 

Epifisi con segni di macellazione

Data la loro mole, che li costringeva a movimenti lenti, questi rettili contavano solo sul loro guscio per proteggersi contro i predatori. 
La parte superiore della corazza, chiamata carapace è la parte più spesso fossilizzata, rispetto alla parte inferiore, il piastrone. Le zampe e la coda erano protetti da una corazza ossea di origine dermica, composta da scudi di diverse forme e dimensioni. Queste placche, che spesso fossilizzano, si trovano in molti giacimenti fluviali della Florida.

Sperone o placca dermica di H. crassiscutata (Santa Fe (Colorado-New Messico)

Si propone, di seguito, per la prima volta, una plausibile scena di caccia, realizzata da Emiliano Troco, avente come soggetti un gruppo di paleo-indiani che osservano, stupiti, una H. crassiscutata, caduta accidentalmente in una trappola per bisonti.

H. crassiscutata (E. Troco) (Collezione privata)


References
  1. http://fossilworks.org/bridge.pl?a=taxonInfo&taxon_no=96381
  2. Meylan, P. A.; Sterrer, W. (January 2000). "Herperotestudo (Testudines: Testudinidae) from the Pleistocene of Bermuda, with comments on the phylogenetic position of the genus". Zoological Journal of the Linnean Society 128 (1): 51–76. doi:10.1111/j.1096-3642.2000.tb00649.x.
  3. http://www.fossil-treasures-of-florida.com/giant-land-tortoise.html
  4. http://cdn1.arkive.org/media/42/42E80298-3E5B-400A-94DA-7B89BA466869/Presentation.Large/Volcan-Alcedo-tortoise-walking.jpg
  5. https://markgelbart.wordpress.com/2011/04/15/the-extinct-pleistocene-giant-tortoise-hesperotestudo-crassicutata-must-have-been-able-to-survive-light-frosts/