domenica 18 gennaio 2015

DARWIN DAY 2015: THE ORIGIN OF LIFE



Panspermia è la teoria secondo la quale i germi della vita, sparsi nell’Universo o in parti di esso, sono arrivati sulla Terra dove poi, in condizioni ottimali, hanno iniziato ad evolversi originando gli esseri viventi estinti e quelli tutt’oggi viventi.

Sarà questo il tema del DARWIN DAY 2015 del Museo Paleoantropologico del Po intitolato per l’appunto “The Origin of life”, l’origine della vita.
Attraverso le parole di quattro illustri relatori, scelti per le loro competenze scientifiche in relazione al tema proposto quest’anno, verranno percorse le tappe fondamentali dell’insediamento e dell’evoluzione della vita sulla Terra. 
Una mostra di pittura a tema dal titolo “L’Universo dentro di noi”, ad opera di Emiliano Troco, avvolgerà il pubblico in uno scenario astronomico a cornice della conferenza. Una esposizione di Meteoriti, tra le quali in esclusiva assoluta l’esemplare caduto nel 1808 a San Donnino (Fidenza-PR) e un frammento dell’aerolite di Alfianello (BS) (1883), permetterà ai visitatori di conoscere eventi astronomici e storici poco conosciuti e che da sempre incuriosiscono l’uomo.
Emiliano Troco, poliedrico artista di Cividale del Friuli, aprirà il Darwin Day 2015 con un intervento di presentazione della mostra di pittura ma anche di introduzione alle relazioni successive. Quali sono stati i principali eventi e le principali tappe che hanno portato la Terra ad assumere l’aspetto attuale? Immagini, musiche e parole coinvolgeranno lo spettatore spingendolo ad immaginare, come ci racconterà poi attraverso la sua relazione il Prof. Giovanni Vladilo dell’Osservatorio Astronomico di Trieste (OATs) (INAF) indagheremo, come avviene la ricerca di vita su pianeti extrasolari.
Ma è possibile ricercare tracce di vita extraterrestre senza l’invio di sonde spaziali o l’uso di megatelescopi? Assolutamente si, attraverso lo studio delle meteoriti giunte sulla terra e provenienti da luoghi lontani nello spazio. Quest’ultimo sarà il tema trattato dal Prof. John Robert Brucato dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri e Università di Firenze che ci condurrà attraverso lo studio delle meteoriti per la ricerca di tracce organiche quali prove della Teoria panspermica.
Concluderà la mattinata scientifica Mauro Mandrioli, Professore Associato di Genetica dell’Università di Modena e Reggio Emilia, che illustrerà i passaggi evolutivi delle prime forme di vita e le interazioni simbiontiche che ne hanno favorito il successo.

Ricerca scientifica, esplorazione spaziale, origine della vita, arte e cultura costituiranno un Darwin Day 2015 all’insegna del progresso tecnologico e dello studio di un tema, quello dell’origine della vita, mai direttamente affrontato da Charles Darwin, ma logica conseguenza alla conclamata conoscenza del processo di evoluzione della vita sulla Terra. 
Da dove veniamo? Cosa ha innescato la mutabilità delle specie? Quale percorso ha subito la Terra in questi pochi miliardi di anni di vita? Sono tutte domande importanti, a cui la scienza sta cercando di rispondere con logica determinazione. Nella certezza che Sir Charles Darwin sarebbe fiero del progresso scientifico raggiunto per rispondere a questi temi, celebriamo, come ormai da tradizione, un nuovo Darwin Day degno del miglior compleanno.
Tanti Auguri Charles.

giovedì 15 gennaio 2015

LA VITA SULLE ALI

Macrocilix maia è l'unica specie animale al mondo con una scena di vita naturalmente rappresentata sul corpo.
Non si tratta di un mimetismo criptico finalizzato ad imitare per esempio una foglia, un bastone, un altro insetto o degli escrementi; ma di un mimetismo “batesiano” nel quale non si imita una specie sgradevole o pericolosa, bensì una scena che, come in un dipinto, rappresenta uno scorcio di vita entomologica. 


Se si guarda con attenzione da sopra una Macrocilix maia si ha la perfetta illusione di vedere due mosche dagli occhi rossi che si nutrono di sostanza organica, escrementi di uccelli. Una scena che presuppone una situazione insalubre, con decomposizione in corso, utile a mantenere a distanza uccelli predatori, aumentandone le possibilità di sopravvivenza.

Non è raro, inoltre, vedere questa falena posarsi in prossimità di escrementi, attuando un comportamento capace di intensificare il camuffamento.

Oltre alla colorazione e al comportamento, la falena intensifica la propria difesa emettendo, se sottoposta a pericolo, un odore acre, simile appunto a quello degli escrementi degli uccelli.
Questa specie, delle dimensioni fino a cinque centimetri di lunghezza, è distribuita in un vasto areale che comprende l’India, il Giappone, Taiwan, la Corea, la Cina, la Malesia, Sumatra e il Borneo.

Post interamente tratto da:
http://www.medioambiente.org/2015/01/el-unico-animal-del-mundo-que-pinta-una.html?m=1

mercoledì 14 gennaio 2015

DARWIN DAY 2015 - SAN DANIELE PO (CR)


E' un Darwin Day diverso, fuori dagli schemi, quello che il Museo Paleoantropologico del Po propone per il 21 febbraio 2015.
Si parlerà dell'origine della vita, della ricerca della vita su pianeti extrasolari, della ricerca di molecole organiche nelle meteoriti, di panspermia, di simbiosi ed evoluzione della vita terrestre.
Durante la conferenza sarà possibile visitare un'esposizione di meteoriti con l'eccezionale presenza degli aeroliti di Alfianello (BS), caduto nel 1883, e San Donnino (Fidenza PR), caduto nel 1808. La conferenza, si svolgerà nella sala G. Tortini del Museo, allestita, per l'occasione con una spettacolare mostra di dipinti a olio con tema l'astronomia, ad opera di Emiliano Troco.
Nell'universo siamo soli? 
Da dove proveniamo? 
Esiste la vita oltre la Terra? 
Quali sono state le prime forme di vita terrestri?
Come si sono evolute?
Questi ed altri quesiti sono i temi della conferenza che il DARWIN DAY 2015 propone con la presenza di Emiliano Troco, del Prof. Giovanni Vladilo, del Prof. John Robert Brucato e del Prof. Mauro Mandrioli.
Non mancate. Non ve ne pentirete.

lunedì 5 gennaio 2015

IL LEOPARDO DEL GRANDE FIUME

E’ stato ritrovato e consegnato al Museo Paleoantropologico del Po, qualche tempo fa, un preziosissimo fossile di felino, probabilmente di leopardo (Panthera pardus Linnaeus, 1758).
Il fossile, in perfetto stato di conservazione, è stato ritrovato su di una spiaggia del Po, tra Spinadesco e Cremona, da Renato Bandera, conoscitore del fiume, vogatore e anche raccoglitore di fossili di lunga data ed esperienza.



Il reperto, consegnato al Museo Paleoantropologico del Po con la convinzione che potesse trattarsi di un osso umano, al quale effettivamente assomiglia, è risultato invece essere una rarissima tibia di felino.
Da un’analisi morfologica comparativa eseguita in museo e da un confronto con il Prof. Martin Sabol, esperto di felini dell’Università di Bratislava che studierà con me e con Simone Ravara il fossile, si è ipotizzato che, essendo l’osso di particolari dimensioni (circa 230 mm), questo sia troppo piccolo per un leone delle caverne e piuttosto grande per un leopardo. L’osso quindi potrebbe appartenere ad una femmina di leone delle caverne (Panthera Leo spelaea Goldfuss, 1810), o molto più probabilmente ad un maschio adulto di leopardo appunto (Pantera cf. pardus).
I risultati dello studio del reperto saranno probabilmente presentati in un poster all’”International Cave Bear Symposium 2015” presso Leiden, in Olanda il prossimo settembre.
Il ritrovamento effettuato da Bandera, si colloca in uno scenario paleofaunistico nel quale i carnivori, specialmente i felini, risultano poco rappresentati. Questo dato è imputabile al basso numero di esemplari di predatori rispetto all’elevato numero di prede (erbivori), e alla scarsità di ossa di ridotte dimensioni che possono fossilizzare, quindi conservarsi nel tempo. Inoltre c’è da considerare anche la difficoltà nel riconoscere queste ossa post craniali che spesso vengono confuse con altre specie, quindi snobbate e non raccolte.
In questo caso Renato Bandera ha raccolto il reperto, lo ha consegnato al Museo di San Daniele Po dove, da un confronto comparativo, specialmente con lo scheletro di un gatto domestico, con immagini di tibie fossili di puma (Puma concolor Linnaeus, 1771) gentilmente offerte da un collezionista americano, e dal consulto con alcuni studiosi italiani, si è ristretto il campo alle due specie feline presenti nel tardo Quaternario padano, il leone speleo e il leopardo appunto. Una biometria sommaria tra lo scheletro di un leopardo attuale e la tibia fossile ha permesso di dare credito all’ipotesi leopardo, poi confermata dal Prof. Sabol.
Come sempre succede, per i fossili del Museo Paleoantropologico del Po, anche questa volta l’illustrazione della ricostruzione paleontologica è affidata al paleoillustratore Emiliano Troco di Cividale del Friuli, col quale il museo collabora già da anni.
Il reperto, già inventariato nella collezione del museo di San Daniele, va ad arricchire un importante gruppo di reperti di straordinario valore espositivo e di importante spessore scientifico. Tra i fossili più prestigiosi ricordiamo l’unico osso frontale di uomo di neanderthal rinvenuto in Pianura Padana, il cranio di rinoceronte di Merck più grande d’Europa, e il gigantesco femore di elefante antico, il fossile più grande mai rinvenuto nei sedimenti del Po. Fossili unici per stato di conservazione, dimensioni e rarità, nei quali il Leopardo,  unico ritrovamento segnalato nei sedimenti del Po, troverà giusta e valorizzata collocazione.

(ricostruzione di Emiliano Troco, biro su carta)