martedì 29 luglio 2014

PAGINA 27


Se vi capitasse di passare per Cesenatico, cuore della romagna turistica, sperate in un giorno di pioggia. Perchè nei giorni di pioggia le insegne turistiche romagnole si spengono e l’odore di resina di pino si innalza come un incenso inducendovi, senza l’assillo di distrazioni, alla ricerca di possibili tesori nascosti da visitare.
Vi capitasse casomai questo allineamento cosmico, prendete, di Cesenatico, per il centro storico, quello fatto di case color pastello e delle vele finto antico che galleggiano nel grande canale. Percorrete le viuzze labirintiche che si dipartono dal Viale del Porto fino ad incrociare Via Fiorentini. A questo punto cercare il civico 27... percorrete i tre scalini che vi separano dall’ingresso fino ad entrare nella Pagina. La Pagina 27 appunto.
Tre piccoli scalini vi sbalzeranno come all’interno di un libro...o meglio in una “libreria”, tra le più creative e curiose che vi sarà mai capitato di visitare. 
La sensazione entrando è di percorrere le prime pagine di una fiaba, quelle più sorprendenti. Quelle che infondono stupore. 
Ogni angolo è uno scrigno di curiosità. I titoli, selezionatissimi, sono di una qualità ricercata. Non vi è un solo volume banale, nulla che ricordi la ratatuia da centro commerciale. E mobili vecchi o riciclati, scelti e dislocati con sapiente precisione, e cassetti appesi alle pareti che divengono curiosi scaffali, con piatti artisticamente decorati alle spalle della Libraia, vi sorprenderanno stimolandovi a frugare tra i volumi.
Perchè tante curiosità non possono essere che preludio ad uno scrigno contenente un'appassionante collezione. Ogni persona probabilmente vivrà l’esperienza a suo modo. A me, personalmente, dopo tre passi nel negozio è venuto da ridere.
Ad un certo punto, immerso nella lettura dei titoli esposti, mi è sembrato di trovarmi a casa. Cambiavano le disposizioni ma molti dei titoli erano gli stessi della mia libreria. Le mie curiosità, i miei viaggi, i miei sogni. L’angolo bambini poi mi ha obbligato a richiamare mia moglie con le bimbe che ignare dell’esperienza attendevano fuori. Libri preziosi, colorati, opere d’arte tra le pagine che hanno reso difficile un contenimento delle piccole due curiose in vacanza...e poi il titolo che attrae l'attenzione, sulla copertina che piace e che ti induce a leggerne il sunto sul retro. 
“Libertà per gli orsi”, di John Irving. Storia di un viaggio rocambolesco di due ragazzi dallo spirito rivoluzionario che decidono di dare la libertà agli animali dello zoo di Vienna. Sfogli le pagine ed immagini, scorri le palpebre e sogni, poi alzi gli occhi e chiuso nella “Pagina 27” continui a sognare, ci manca solo un soffio azzurro di tabacco da pipa per raggiungere l’apice dell’atmosfera; quello zaffo dolce che inebria la mente e che amalgamato all’odore interno della carta dei libri e alle vernici stantie e ai legni vecchi dell’arredo ripropone la fiaba che il lettore avidamente desidera vivere ogni tanto.
Badate bene, odio le marchette ma questa bottega della lettura, se passate per Cesenatico, non potete perdervela perché non durerà per sempre come gli inutili ombrelloni in fila sulla spiaggia.
Approfittatene.

martedì 22 luglio 2014

I NANNOFOSSILI CALCAREI

I nannofossili sono frammenti calcarei di alghe unicellulari marine per la maggior parte appartenenti al gruppo dei coccolitoforidi, anche se numerose specie estinte sono ancora incertae sedis. La scoperta biologica dei coccolitoforidi e la loro importanza paleontologica e stratigrafica sono da imputare ad una serie di eventi e d'intuizioni scientifiche, in alcuni casi anche fortuite, che ebbero inizio nel 1840 con Christian G. Ehrenberg (1795-1876), il padre della Micropaleontologia. 
Ehrenberg, fu un pioniere nell’osservazione e nella descrizione di numerosi gruppi micropaleontologici come i dinoflagellati, le ebridie, i silicoflagellati e gli acritarchi, estendendo poi i suoi studi alle diatomee, ai radiolari, ai foraminiferi, alle spicole di spugna, agli pteropodi, agli ostracodi, ai fitoliti, ai pollini e quelli che sarebbero poi stati definiti “coccoliti”. Oggetti ellittici, discoidali, ad anello, con anelli concentrici sulla superficie, così Ehremberg parlò per la prima volta dei coccoliti ma, inspiegabilmente in contrasto con gli altri microfossili descritti, egli attribuì loro una natura inorganica. Nel 1858, gli stessi corpuscoli vengono ritrovati anche dal biologo inglese Thomas Henry Huxley, durante l'analisi di campioni di sedimenti fangosi marini e fu proprio Huxley ad attribuire a loro il nome di coccoliti continuando però a considerarli di natura inorganica.
Il 1858-59 era il periodo della pubblicazione de “L’origine della specie” e sotto la spinta entusiastica del nuovo pensiero darwiniano diversi scienziati si dedicarono alla ricerca dei prestigiosi anelli mancanti quali prove inequivocabili di un processo evoluzionistico, anche Huxley era tra questi. E’ sotto quest'influsso che egli riesamina i suoi vecchi campioni di fango conservati in alcool, ed influenzato sia da Heakel, con la sua teoria della Monera primordiale quale progenitore di tutti gli organismi e anello iniziale della catena evolutiva, sia dagli studi di Wallich e Sorbe sui coccoliti, nel 1868 nota nei suoi campioni, l'esistenza di una sostanza gelatinosa e amorfa al cui interno scoprì dei coccoliti. Huxley concluse che quella gelatina era la tanto ricercata Monera e che il coccolite altro non era che il suo scheletro primordiale. Egli battezzò il suo reperto in onore di Heackel chiamandolo Bathybius haeckelii.
Negli anni successivi al 1872, gli scienziati della spedizione oceanografica Challenger cercarono invano tracce del Bathybius nella fanghiglia fresca raccolta dal fondo degli oceani, scoprendo solo più tardi che il Bathybius haeckelii altro non era che un composto colloidale derivato dalla reazione tra l’alcool di conservazione ed il fango. Huxley dovette clamorosamente ricredersi, ma nell'errore aggiunse in ogni caso un tassello importante nello studio dei nannofossili. Da quel momento in poi, infatti, i biologi accettarono che i coccoliti avessero origine organica e fossero resti di organismi indipendenti, ma è da far risalire all'opera di Bramlette e Riedel del 1954, la scoperta della loro importanza biostratigrafica. Ulteriori passi avanti nello studio dei coccoliti si sono fatti con l'uso del microscopio elettronico a trasmissione per lo studio dei nannofossili da parte di Braarud e Nordli (1952) e successivamente con l'impiego del Microscopio Elettronico a Scansione (SEM), intorno al 1960. Dal 1968 in poi gli studi biostratigrafici a nannofossili calcarei si intensificano fortemente in seguito all'inizio dei progetti internazionali di perforazione marina quali il Deep Sea Drilling Project prima, e l'Ocean Drilling Project successivamente. 
Oggi si sa con certezza che i nannofossili calcarei sono resti di alghe unicellulari appartenenti alla famiglia delle Haptoficee. Le loro ridotte dimensioni (2-20 µm), la rapida evoluzione, la forte diversità specifica, l'ampia distribuzione geografica e la forte abbondanza nei sedimenti marini, ne fanno degli ottimi indicatori biostratigrafici.

(Calcareous nannofossils)

(Coccolite (Pontosphaera wallacei  Persico, 2013))

mercoledì 16 luglio 2014

GENETIKA - MEMETIKA


(Troco 2013 - Collezione Museo Paleoantropologico del Po di San Daniele Po (CR))

Troco è il Paleoillustratore ufficiale del Museo Paleoantropologico del Po di San Daniele Po (CR).
Il filmato di seguito proposto è l'esegesi proposta al pubblico durante la conferenza scientifica dello scorso febbraio dell'opera creata dall'artista in occasione del Darwin Day 2014.
La realtà è che non si tratta solo di un dipinto ad olio ma di un vero e proprio saggio scientifico figurato...un quadro dal sapore antico, quello delle raffigurazioni ottocentesche che dipingevano la cronaca quale graduale storia della scienza in pieno svolgimento; un mosaico di simbolismi, di allegorie, capace di raffigurare l'evoluzione umana dal punto di vista morfologico e culturale. Un processo evolutivo simboleggiato anche con grafici ed esplicato con esempi lampanti di passaggi culturali, di parallelismi sistematici e di apprendimento per convergenza, dove la necessità spinge l'intelletto a realizzare.

Buona visione.
(Genetika-Memetika, Troco 2014)