martedì 18 febbraio 2014

DIPINTO UFFICIALE DARWIN DAY 2014 - SAN DANIELE PO (CR)


"genetika - memetika"
(Troco, 2014)

"Recensione semi-seria di un'opera geniale"
Non solo proprio un dipinto ad olio ma un saggio scientifico figurato. 
Un quadro dal sapore antico, quello delle raffigurazioni ottocentesche che dipingevano la cronaca quale graduale storia della scienza in pieno svolgimento.
E' un mosaico di simbolismi, di allegorie, capace di raffigurare l'evoluzione umana dal punto di vista morfologico e culturale. Un processo evolutivo simboleggiato anche con grafici ed esplicato con esempi lampanti di passaggi culturali, di parallelismi sistematici e di apprendimento per convergenza, dove la necessità spinge l'intelletto a realizzare.
La descrizione della Teoria in una sala conferenze gremita, ci scuserà l'Università di Padova per averne preso in prestito la prestigiosa Aula Magna, degno teatro di una presentazione, quella del fiero De Filippi eretto in lettura, avvenuta realmente in un teatro Torinese di fronte ad una platea di affabulati scienziati, di affascinati spettatori e di contrariati e scettici prelati.
Mentre De Filippi delinea il darwiniano pensiero di derivazione filetica dell'uomo da un antenato comune alle attuali antropomorfe, sulla sala campeggia l'Australopitecus sediba, ultimo arrivato di una serie di schiaccianti prove paleontologiche capaci in due secoli di ricostruire parte consistente di un albero filogenetico di cui siamo apicale ramo.
La cultura espressa nella ritualità di una danza tribale si concretizza in costumi che l'occidente definisce moda, una passerella di vanità frutto di inquinamenti globali generati da radicate e locali credenze popolari, costruzioni religiose, tabù superstiziosi. 
Dietro tutto questo groviglio c'è Charles Darwin, con la sua icona di pensiero, quell'I Think marchiato a fuoco sotto un albero filogenetico primordiale che con pochi rami e con qualche carattere alfanumerico descrive o meglio concettualizza una teoria che ancor oggi fatica ad essere accettata dai più. Ma si sa, sradicare credenze e tradizioni è più faticoso che accettarle con comodo disimpegno cranico. 
E la vita? 
La vita è quella del giovanotto che impiega millenni di evoluzione cerebrale e tecnologica per "involvere" il proprio intelletto con affascinanti ed utili tecnologie di design innovativo e futuristico? Voleva Steve Jobs impigrire le nuove generazioni cancellando in loro l'innata curiosità umana per farne automi propensi all'acquisto? L'augurio è certamente negativo e il reale intento lo vogliamo percepire nelle innumerevoli applicazioni che tali strumenti offrono nel miglioramento della vita umana. 
Vita come apice di un corallo ramificato che trova base nelle stratificazioni profonde della crosta terrestre sulle quali l'uomo è adagiato. Vita che iniziò, probabilmente, con l'inseminazione di una meteorite carica di molecole organiche caduta su quell'ovulo azzurro disperso nell'universo che noi tutti chiamiamo Terra. Esattamente come una mosca precipitata in un brodo primordiale, oggi sublime zuppa e succo della più elevata invenzione culinaria cremonese: il marubino, divenuto, grazie a Troco, substrato panspermico.

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