sabato 12 gennaio 2013

IDolphin

Qualche giorno fa, grazie all’azione virale che caratterizza i social network, ho scoperto una specie nuova. Nuova per me, si intende. 


Prima di vedere questa immagine ignoravo l’esistenza di questo mammifero incredibile e straordinariamente elegante.
Si tratta di un delfino australe, della specie Lissodelphis peronii. 
Ma perchè questa foto ha fatto rapidamente il giro del web? Perchè raffigura un animale poco conosciuto, di rara bellezza, con una straordinaria livrea ed una forma incredibilmente idrodinamica del corpo. Un design pulito, elegante, essenziale, che piace all’osservatore. Questo mammifero, che sembra disegnato dai tecnici della Apple, contiene ogni caratteristica individuata da Steve Jobs nello studio di una “morfologia” pulita ed accattivante, capace di cogliere il piacere ed il senso estetico dei consumatori. Linee slanciate, assenza di spigoli vivi, colori eleganti ed essenziali, qualcosa di simile allo stile tedesco della Mercedes nel disegnare automobili e a quello della Braun nel disegnare elettrodomestici.





Questo delfino, o meglio lissodelfino, è una specie solo australe. Il suo habitat occupa tutto l’Oceano Meridionale  fino a toccare le coste dell’Australia, del Sudafrica e delle regioni sudamericane dell’Argentina e del Cile. In quest’ultima regione si spinge straordinariamente a nord fino a toccare le coste del Perù, anche se gli avvistamenti in questa area sono piuttosto rari. 
Le sue dimensioni sono paragonabili a quelle di un uomo e la sua caratteristica tassonomica esclusiva, per l’emisfero meridionale, è l’assenza della pinna dorsale. 
Durante l'osservazione in nuoto superficiale, la livrea a dorso nero, unita all’assenza di protuberanze dorsali lo fa confondere facilmente ad un pinguino.
La colorazione, nera e grigia, è composta da due aree nettamente distinte di variabile estensione, tanto che si possono osservare in natura esemplari quasi completamente neri.
Il mare grigio cristallino e la livrea estremamente regolare dello stupendo esemplare ripreso in fotografia suggerirebbero la ricerca di una mela argentata sul dorso...



Bibliografia

Cetacean Specialist Group 1996. Lissodelphis peronii. In: IUCN 2011. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2011.2

Isaacson Walter, 2011. Steve Jobs. Mondadori.



sabato 5 gennaio 2013

IL MUSEO DI STORIA NATURALE DI CREMONA


Oggi ho finalmente trovato un po' di tempo libero da dedicare alla cultura scientifica. Presa la palla al balzo ho visitato, finalmente, il nuovo Museo di Storia Naturale di Cremona.
Ricollocato, qualche tempo fa, nel medesimo palazzo del museo Civico, il Museo di Storia Naturale è stato riassemblato in uno scenario di straordinaria eleganza, coniugando antichi e nuovi arredi in stanze opportunamente adibite con tinte eleganti, appariscenti ed esaltanti le collezioni esposte. 
Il percorso, circolare, risulta lineare e ben articolato, costituito, in larga parte, dalle collezioni storiche di animali impagliati, soprattutto uccelli.





All'ingresso l'impatto è entusiasmante, caratterizzato da una vasta profusione di colori di penne e di piume delle specie esotiche perfettamente in sintonia con lo stile ottocentesco delle vetrine. Ad alcuni esemplari di specie dai piumaggi eleganti e colorati è affidato il compito di accogliere ed attrarre l'attenzione del visitatore, per poi indirizzarla verso vetrine capaci di ospitare, in modo mai stucchevole, esemplari di mammiferi, anch'essi esotici e rari, e numerosi rettili ben preparati e conservati. Questi ultimi però, forse per la sensibilità e la passione che provo verso i cheloni, un poco malinconici.



I passaggi da una sezione all'altra sono netti, con le descrizioni e le introduzioni forse un poco nascoste, quasi in disparte per non alterare il magnifico percorso visivo di collezioni capaci di rievocare antichi gabinetti delle curiosità settecenteschi ed ottocenteschi, dove la ricerca della specie rara, esotica, spettacolare, costituiva l'attrazione principale.
Da segnalare a tal proposito uno straordinario dente di narvalo di straordinarie dimensioni e stato di conservazione.


Una bella collezione di minerali accoglie il visitatore in una stanza con vetrine moderne perfettamente illuminate, capaci di esaltare ogni cristallo senza il fastidio di un solo riflesso fuori luogo.
Si riconosce una seconda parte del percorso che dalla collezione tassonomica passa rapidamente, ma gradualmente, ad un settore più didattico, dove le specie impagliate sono inserite in diorami ambientali, molto istruttivi ed immediati, specialmente per i più piccoli. L'ultima parte del museo è didattica ambientale pura applicata al paesaggio urbano.
Non meno importante la biblioteca dei piccoli che si trova all'ingresso o all'uscita.
Unico neo la sezione paleontologica, dapprima fulcro del Museo naturalistico collocato nella vecchia sede, oggi troppo ridotta, relegata in 3, 4 vetrine, ben allestite ma caratterizzate da pochi oggetti. Certo, stiamo parlando di un museo di Storia Naturale, la Paleontologia è solo una sezione però, folgorato dal bel ricordo del vecchio allestimento sono rimasto un poco deluso. Qualche dubbio inoltre mi è derivato dall'osservazione dei resti pliocenici di cetaceo: un cranio di delfino, due segmenti di mandibola di balenottera e alcune vertebre. La località incerta suggerisce una provenienza dal Pliocene appenninico, recita la descrizione sulla vetrina, ma l'aspetto omogeneamente chiaro delle ossa e l'assenza di sedimenti o dei colori dei sedimenti caratteristici dei fossili pliocenici, ha insinuato il dubbio che possa invece trattarsi di reperti storici, non fossili.
Di certo una seconda visita, certamente gradita, o un colloquio con il curatore, sfateranno ogni dubbio.
Per chi venisse a Cremona per una gita occasionale consiglierei di certo una cappatina al Museo di Storia Naturale quale relax per gli occhi e per la mente, un bell'intramezzo tra il ricco Museo Civico, lo sfavillante Museo del Violini ed un Duomo che, nel tiepido sole di questi giorni, giganteggia sulla pianura.