martedì 28 febbraio 2012

"Le scoperte più importanti si fanno... in cantina"

Bison priscus (Bojanus, 1827)

Stephen J. Gould, durante la sua ammirevole carriera di paleontologo ed evoluzionista scrisse: "Le scoperte più importanti si fanno nei cassetti dei musei".

Si tratta di una realtà sacrosanta, come altrettanto vera è la realtà delle mirabili scoperte, relative ai fossili del Po, che si possono fare nelle cantine della bassa.

Da quando il Museo Paleoantropologico del Po si è rinnovato facendosi conoscere più ampiamente sul territorio, molte cantine si sono spalancate per ridare luce e lustro ad antiche scoperte paleontologiche che tempi non maturi per la consegna, portarono ad ammuffire o ad arredare rustici e polverosi ambienti.

Pochi mesi fa è giunto in museo un enorme femore di mammut rinvenuto presso Spinadesco (CR), su una barra fluviale del Po ad opera di un padre e di un figlio che collocarono la gamba del gigante nella loro soffitta per almeno 30 anni.

Ieri invece è stato il turno del bisonte, un cranio di incredibili dimensioni, seppur incompleto, ritrovato da Benito Grossi, presso Polesine Parmense (PR), e conservato appeso al muro in cantina, per un ventennio circa, fino a quando, qualche giorno fa, il figlio Francesco, sollecitato da uno dei più importanti cercatori di fossili che gravitano intorno al museo, Romano Amici di Zibello (PR), ha deciso di donare l’impressionante reperto al museo, condividendolo con la scienza e con il pubblico.

Si tratta di un possente cranio, di dimensioni che raramente si riscontrano nei fossili del Po. Il fossile è ben conservato ed integro, caratteristiche che, se confrontate con la straordinaria abbondanza di frammenti di bisonte, rappresenta un’assoluta rarità.

Il reperto, che sta per essere segnalato alla soprintendenza ed inventariato dal museo di San Daniele Po (CR), verrà certamente esposto nella stanza “La pianura di neanderthal” dove contribuirà, assieme ad altre rarità paleontologiche, a delineare un’immagine più completa dell’ambiente padano ai tempi del neanderthal.


Bison latifrons (By Troco)

domenica 12 febbraio 2012

Glossus

Glossus (Pàus secondo Troco)

All'ombra di betulle e salicone a contemplare una penna: dapprima strumento di volo del rapace, poi monile capace di conferire all'uomo la stessa determinazione dell'uccello; un'illusione quella che il solo possesso porti il coraggio, la destrezza o l'agilità del predatore, ma un utile rimedio nella ricerca di sicurezza per affrontare le difficoltà della vita.

Col glossus appeso al petto in una fila di monili utili per congiungere l'essere umano al cuore della natura ed il viso rilassato ad osservare lo strumento del volo, cosi viene immaginato il neanderthal, il primo vero naturalista, quello talmente immerso nella natura da sentir la necessità di rimarcarne la propria appartenenza: per una quiete di spirito, per un’amalgama con essa, perché solo vivendola la natura, la si può effettivamente comprendere. E Troco lo sa.