giovedì 12 maggio 2011

Aposemantico pure il nido? Esagerate!

Polistes gallicus (Linnaeus, 1767)
(Foto e segnalazione di Paolo Panni, 11-05-2011)

Le vespe cartonaie (genere Polistes) sono riconoscibili per il corpo snello, mentre il nido è un disco di forma irregolare (di diametro mai superiore ai 12-15 cm), senza alcun involucro, attaccato con un breve peduncolo a qualsiasi sporgenza che possa fornire protezione dalla pioggia (davanzali di finestre, cornicioni, tegole) ed è quindi in genere ben visibile. Le colonie di vespa cartonaia sono sempre molto piccole e i suoi membri si contano di solito in alcune decine; in compenso, si possono trovare anche parecchi nidi gli uni vicini agli altri.

A differenza delle api, le vespe non possiedono la ghiandola della cera e quindi costruiscono i nidi utilizzando la cellulosa che ricavano dalla polpa del legno. Usando le robuste mandibole, raschiano il legno degli alberi e dei paletti degli steccati, lo masticano, lo mescolano con la saliva e poi lo stendono per costruire i favi. La colonia si accresce rapidamente durante i mesi caldi, raggiungendo il suo apice generalmente in agosto; in questo periodo nel nido vi possono essere anche alcune migliaia di vespe. Diversamente dalle api, le vespe operaie nutrono le larve con insetti appositamente catturati e non immagazzinano mai cibo nei loro nidi.

In questo curioso caso le vespe hanno probabilmente impiegato per la costruzione del nido cellulosa proveniente da carta o cartone colorato di blu, con l’incredibile risultato di una casetta all’ultima moda. Vanitose!