domenica 30 gennaio 2011

Museo Naturalistico Paleontologico di San Daniele Po (CR) - DARWIN DAY 2011

A differenza delle celebrazioni speciali riservate a particolari ricorrenze, come la nascita di importanti personalità o il ricordo di eventi storici altrettanto importanti, il Darwin Day rappresenta non solo la canonica celebrazione di un anniversario, ma assume un significato decisamente più profondo. Infatti, per molti Musei, Università, Associazioni, questa giornata è divenuta da tempo, un momento, non di malinconico ricordo da ripetere stancamente ogni anno, ma l'occasione vivace e ricorrente per discutere, parlare, scambiare informazioni e aggiornare sulle recenti scoperte scientifiche che hanno migliorato, e che stanno completando il pensiero darwiniano. Un’evoluzione graduale ed un progressivo aggiornamento, fatto di nuovi strumenti e nuove intuizioni, che il tempo non rese disponibili al grande naturalista inglese.
E allora anche quest'anno, il Museo Naturalistico Paleontologicodi San Daniele Po (CR), sospinto dall'entusiasmo portato dall'ormai famoso Pàus, ha deciso di continuare la celebrazione di questa ricorrenza organizzando per il terzo anno consecutivo una giornata di conferenze scientifiche incentrata sulla discussione relativa agli effetti dei cambiamenti climatici sull'origine e sul proseguo della nostra specie.
Così, ragionando nei mesi passati sul tema da adottare quest'anno per il Convegno di Darwin, la “Commissione museale” ha proposto di paragonare l'evoluzione climatica e l'evoluzione biologica, provocando il pubblico con un titolo che apparentemente le contrappone, ma svelando, grazie agli ottimi e mirati interventi dei ricercatori coinvolti, un indissolubile legame tra esse. Credo che non sbaglieremmo nel definire le variazioni climatiche e l'evoluzione biologica quali causa e conseguenza; ma questo ce lo spiegheranno meglio i relatori appositamente invitati.
Anche quest'anno, al pari del Darwin Day 2010, gli ospiti sono prestigiose personalità accademiche e del mondo della ricerca. Siamo certi che sapranno coinvolgere il pubblico, garantendogli una memorabile esperienza scientifica, capace anche di augurare a Darwin il miglior Buon compleanno. Buona conferenza a tutti e..tanti auguri Sir Charles.

lunedì 24 gennaio 2011

ESEMPIO DI CREAZIONISMO


Mi è capitato (lo giuro, per errore), di imbattermi in questo libro:

ATLANTE DELLA CREAZIONE

Il download del pdf oggi è gratuito (e non poteva essere altrimenti), inoltre mi risulta che anni fa la versione cartacea è stata spedita in tutte le scuole elementari francesi ed anche in moltissime del nord italia (perchè un simile investimento?).
Ho tentato diverse volte, facendo lezioni in giro, di recuperarne una copia, ma mai nessuna scuola ha ammesso di averlo ricevuto. Così, oggi, non mi sono fatto scappare l'occasione di leggerlo.
Lo ammetto, sono bastate le 7 righe proposte di seguito per capire che cosa, per fortuna non stringevo tra le mani (mica posso lanciare dalla finestra l'Ipad). Ma ho voluto insistere nella lettura, devo dire estremamente agevole e rapida perchè come prassi, questo è un libro scarno di contenuti (pochi ma estremamente imprecisi) e ricco di slogan o di messaggi fotografici, come quelli pubblicitari, che si dimenticano a fatica.
Si punta quasi tutto sulle prove paleontologiche nella dimostrazione degli eventi di creazione:
"I fossili sono la prova più importante dei particolari della vita preistorica. Da varie regioni del mondo provengono centinaia di milioni di fossili, che ci offrono una finestra sulla storia e sulla struttura della vita sulla Terra. Milioni di fossili indicano che le specie sono apparse instantaneamente, già pienamente formate e con proprie strutture complesse, e non hanno subito alcun cambiamento nei milioni di anni successivi. Ciò è una prova significativa che la vita venne posta in essere dal nulla - in altre parole fu creata. Non c'è un solo fossile che suggerisca che gli esseri viventi si siano formati gradualmente, in altre parole che si siano evoluti".
Solo una cosa è corretta in questa farneticazione: Non c'è un solo fossile che suggerisca che gli esseri viventi si siano formati gradualmente.
E' vero, se osservo un fossile, questo non mi dice che si è evoluto (non formato) gradualmente da altre specie, e nemmeno che dal suo taxon sono derivati altri taxa. Esattamente come un'automobile di oggi, se osservata senza tener conto dell'evoluzione subita dall'origine delle automobili ad oggi, mi dice di esser stata evoluta tecnologicamente dalle prime rudimentali automobili. Sono le serie stratigrafiche e le serie paleontologiche (filogenetiche) che testimoniano questo.
Ma questo è solo un piccolo esempio delle bizzarre e maldestre spiegazioni (farneticazioni) che l'Autore, tale Harun Yahya (Adnan Oktar) (http://it.wikipedia.org/wiki/Adnan_Oktar) propone nel corposo volume.

Un consiglio per tutti gli appassionati ed interessati di evoluzionismo, scaricate il pdf del libro e dateci un'occhiata, e se siete divulgatori scientifici o quantomeno vi capita di aver a che fare con studenti delle primarie e secondarie, usatelo per far comprendere loro che non tutto ciò che è scritto nei libri ha un senso... Contiene comunque delle bellissime immagini (ma tralasciate le didascalie ;-))

mercoledì 12 gennaio 2011

IL LIBRO

Dopo mesi di ricerca, tentativi d'asta poco convinti andati a vuoto (forse perché l'esemplare non meritava poi tanto), finalmente l'ho trovato.
Ad Asti, grazie ad internet, presso una libreria antiquaria delle più moderne, di quelle che vendono solo online.
"Darwin, C. R. 1872. The origin of species by means of natural selection, or the preservation of favoured races in the struggle for life. London: John Murray. 6th edition; with additions and corrections".
Sono andato di persona a ritirarlo.
Dopo mesi di ricerca ero impaziente e soprattutto preoccupato che finisse nei meandri di Poste Italiane.
La libreria è seminascosta in città, solo tramite internet è possibile trovarla.
Si trova in un vecchio cortile, in un altrettanto vecchio appartamento sopra una vecchissima rampa di scale.
Avviso del mio arrivo e mentre la pesante porta in legno si apre evidenziando la lunga sua storia, dinnanzi a me si stagliano polverose pareti di libri. Le tonalità seppia rendono della stanza, un'immagine monocromatica antica, impressione accentuata dall'odore della carta vecchia e della polvere. Incantesimo che si rompe a causa dei colori di qualche antico dipinto o di vecchi manifesti rivoluzionari dislocati in giro.
Il proprietario è un mercante, nel vero senso della parola.
Dimostra immediatamente una profonda conoscenza dei libri, delle edizioni, del loro valore, facendo trasparire una totale assenza di patos, tipica di chi, commerciando, si impone un distacco affettivo dalla merce trattata. Ruolo che non saprei interpretare.
Mi riconosce immediatamente, i frequentatori diretti del negozio sono pochissimi, ed invitandomi a sedere mi porge tra le mani il libro, appena tolto dal troppo stretto scaffale.
Sono emozionato.
Stringo tra le mani un'ottimo esemplare delle 3000 copie stampate nel 1872, la sesta edizione, l'ultima ad essere stata perfezionata da Darwin.
Controllo ogni pagina, cerco la tavola dell'albero filogenetico opportunamente nascosta e ripiegata a pagina 90 ed appurata la perfetta integrità del volume tratto il prezzo e pago.
E' ora mio compito conservarlo nel migliore dei modi affinché arrivi integro nelle mani di un nuovo appassionato di scienze.
Nel frattempo, posso inserirlo nella mia biblioteca, sfogliarlo, leggerlo o mostrarlo ad appassionati che come me, provano emozione nel contatto con un documento scientifico che, dal momento dell'uscita, ha saputo cambiare radicalmente le scienze.
Oggi, la comunità scientifica che lo ha studiato ed adottato, si trova a discutere ancora, animatamente, con una comunità dissidente che, rifiutandosi di leggerlo, lo considera oltraggioso o forviante. Darwin consiglierebbe di immergersi in un prato di campagna, all'ombra di un albero e di leggere con attenzione le prove della sua teoria osservando al contempo la natura.
Anni fa ci ho provato. Da allora mi son convinto. Oggi non ho alcun dubbio.

domenica 9 gennaio 2011

MUSEO DEL FINALE

Vita neandertaliana

Resti cranici di Homo neanderthalensis (bambino)

Cranio di Ursus spelaeus

Ieri sopralluogo al Museo archeologico di Finale Ligure, Savona.
Un raro esempio di ottima gestione museale. Una gemma perfettamente incastonata ed amalgamata nell'antica realtà urbana del borgo vecchio del paese.
In un chiostro antico, sapientemente restaurato si fonde in un tutt'uno una collezione archeologica ligure, capace di spaziare dalla preistoria al rinascimento.
Dai neanderthal alla ceramica decorata e gli elmi di bronzo, in un percorso che tra colonne antiche e resti di affreschi murali recuperati, si snoda tra pannelli didattici di ottima fattura, vetrine arricchite da iscrizioni precise e reperti di interessante valore.
Fossili, sepolture, suppellettili, ceramiche, ricostruzioni, diorami, descrizioni essenziali, e tavole esemplificative sapientemente disegnate costituiscono un piccolo ma ricco museo, di assoluto valore didattico e turistico.
Come capita in rare occasioni, il Museo del Finale rappresenta un completamento positivo del contesto paesistico della cittadina ligure ed un'attrazione turistica degna delle grandi realtà.
Un consiglio per chi intende trascorrere qualche tempo nel borgo: ritagliatevi un'ora per visitare il museo, solo all'uscita vi accorgerete di averne trascorse in museo almeno due.

Venere

Tre brutti ceffi: Carubelli Paolo, Dellecaverne Orso e Ravara Simone